Produzione biologica di melagrana: una scelta di qualità e responsabilità

Perché Bio?

Per Pomeo, il biologico non è un’etichetta commerciale ma una scelta di fondo: coltivare in modo che ogni frutto porti salute alle persone e vitalità alla terra.

Il metodo biologico esclude pesticidi chimici di sintesi e fertilizzanti artificiali, sostituendoli con pratiche naturali che preservano la biodiversità e la fertilità dei suoli. Le nostre melagrane sono certificate secondo i principali standard:

  • Biologico UE
  • GlobalG.A.P.
  • Bio Suisse

Benefici scientificamente dimostrati

Una meta-analisi pubblicata sul British Journal of Nutrition (2014), basata su oltre 340 studi, ha dimostrato che i prodotti biologici contengono concentrazioni più alte di antiossidanti rispetto ai convenzionali, con incrementi dal 17% al 69% a seconda dei composti. Gli stessi studi hanno riscontrato una presenza di residui di pesticidi quattro volte superiore nei prodotti convenzionali e livelli medi di cadmio più alti del 48%.

Il melograno, in particolare, è riconosciuto dalla letteratura scientifica per l’elevata presenza di polifenoli, flavonoidi e acidi ellagici, sostanze associate a benefici cardiovascolari, alla protezione del sistema immunitario e alla prevenzione delle malattie croniche.

Un primato europeo

Con oltre 300 ettari certificati, Pomeo è oggi
la più estesa coltivazione di melagrane
biologiche in Europa.

Verso il biodinamico: una pianta resiliente per la transizione ecologica

Il nostro modello agricolo tiene insieme benessere umano e rispetto ambientale. Con Pomeo, la salute comincia da come coltiviamo.

Il melograno è capace di crescere anche su terreni poveri o degradati. Per questo rappresenta un alleato della transizione ecologica: rigenera spazi agricoli, restituisce valore al paesaggio e crea nuove opportunità per l’agricoltura sostenibile.

Usiamo già fertilizzanti ecologici, arnie per l’impollinazione naturale e pecore autoctone per favorire la vitalità del suolo e la gestione dei campi. L’ultimo passo sarà la certificazione biodinamica, che contiamo di ottenere entro il 2026.